L’incontro con don Stefano Guidi direttore della Fom

Lo scorso lunedì 20 gennaio, nell’ambito della settimana dell’educazione, l’oratorio San Rocco ha ospitato un incontro molto interessante che ha visto la presenza di don Stefano Guidi, direttore della Fom (Fondazione oratori milanesi) che nel suo percorso “Oratorio e fede” ha l’obiettivo di incontrare chi è coinvolto nella regia educativa in oratorio e quindi, a buon titolo, anche le società sportive oratoriane, per continuare e rinnovare la missione dei secolari ambienti di crescita cristiana di ragazzi e giovani.


Con lui don Paolo Sangalli, responsabile della pastorale giovanile seregnese e Paolo Bruni della Csi Academy, l’area di formazione del Centro sportivo italiano, la maggiore organizzazione italiana di sport fondata sul volontariato e ispirata alla visione cristiana dell’uomo, fondata 80 anni fa e forte di un milione e mezzo di atleti tesserati.


Don Stefano, consulente ecclesiastico del Csi Milano, ha descritto con entusiasmo la missione dell’oratorio di cui lo sport deve essere parte integrante. Ha parlato del bellissimo clima che si respira oggi nei vari gruppi sportivi oratoriani, dove è parte fondamentale il volontariato che si espone nelle comunità e che deve porsi sempre più in modalità educativa. Insieme alla formazione religiosa quella sportiva contribuisce alla crescita dei giovani, propone la bellezza dello stare insieme nel generare incontri e relazioni positive, crea aggregazione, coinvolge i giovani e sempre più i genitori, contribuisce a costruire la vita anche di coloro che non credono in Dio.


Molti adolescenti oggi stanno male perché vivono rapporti malati con modelli prestazionali sbagliati. Don Stefano ha proposto la creazione, nelle società sportive, di un direttore educativo che si affianchi al direttore tecnico: a Seregno mille giovani si affidano alle società sportive oratoriane, vanno seguiti con attenzione. Don Paolo ha sottolineato il valore educativo dello sport come mezzo per entrare in contatto con Gesù e ha spiegato come lo sport sia per questo molto amato da papa Francesco, così come lo è stato anche dai suoi predecessori, e quanto sia importante che gli operatori dello sport siano motivati e formati. Paolo Bruni ha parlato dei bisogni dei giovani che praticano lo sport in base alle loro fasce d’età: il presupposto è che magari non vedono, non camminano, non sentono, non ridono, credono di non essere e per questo bisogna andarli a cercare per proporre loro lo sport. Le persone devono essere al centro e occorre occuparsi attentamente di loro dal punto di vista cognitivo, fisico, sociale per instillare autonomia, indipendenza e responsabilità. È quindi importante che chi sta loro vicino si dia gli strumenti giusti per capire ciò che fanno. A questo proposito il Csi propone assiduamente i propri corsi.


Un pubblico molto interessato insieme ai presidenti delle tre associazioni sportive oratoriane cittadine ha seguito con attenzione, ha fatto proposte, ha auspicato un seguito fattivo. Perché lo sport è, deve essere e sempre sarà in primo piano.


Franco Bollati