La giornata residenziale svoltasi presso la casa dei Barnabiti ad Eupilio

Al netto del contenuto e delle risultanze emerse mi pare di poter sottolineare il modo con il quale la sessione è stata vissuta e partecipata da tutti i presenti”.

Così Marco Cattazzo, che fa parte della giunta del consiglio, commenta la giornata residenziale del consiglio pastorale della comunità che si è svolta lo scorso sabato 18 gennaio presso la casa dei padri Barnabiti di Eupilio sovrastante il lago di Pusiano. “Raccogliendo le indicazioni emerse nella sessione del consiglio dello scorso dicembre - prosegue il giovane consigliere - con la giunta e la diaconia abbiamo scelto infatti di proporre un modo di lavorare secondo lo stile sinodale, che si fonda sulla ‘corresponsabilità nella progettualità’. In altre parole il consiglio pastorale non è chiamato più solo a consigliare, ma prima ancora a vivere i suoi incontri, le sedute, le sessioni, come luogo e momento di discernimento il metodo della conversazione spirituale che si realizza attraverso l’ascolto, il confronto e lo stesso discernimento”.

Per il consiglio pastorale della comunità cittadina è stata la prima volta di una sessione (la terza dall’inizio del mandato dopo il rinnovo nel maggio dello scorso anno) che ha impegnato i trenta componenti (quasi tutti presenti) per l’intera giornata aperta dal tempo della preghiera con la recita delle Lodi e la successiva meditazione proposta da don Francesco Scanziani incentrata sul significativo brano degli Atti degli Apostoli relativo all’incontro di Pietro con Cornelio per evidenziare la forza dell’ascolto e del riconoscimento dell’azione dello Spirito per poter osare il nuovo, ed infine proprio l’invocazione dello Spirito.

Dopo la breve introduzione di don Bruno Molinari, parroco della comunità pastorale, i consiglieri di sono suddivisi in tre gruppi che hanno preso in esame, nelle due sessioni di lavoro mattutine, i contenuti emersi dagli Stati generali dello scorso settembre relativamente a liturgia ed evangelizzazione, cultura e comunicazione, ed il tema della collaborazione e responsabilità. Dopo la pausa del pranzo consumato insieme, nella sessione pomeridiana si è avviato il lavoro di verifica del progetto pastorale della comunità redatto nel 2018 nell’ottica di un rilancio del medesimo a conclusione del primo decennio di vita e attività della comunità.

“La scelta coraggiosa perchè anche sperimentale del metodo sinodale - riprende Cattazzo - ha fatto sì che il confronto nei gruppi sia stato da un lato ricco di interventi di tutti i consiglieri in quanto tali pur nella diversità dei ruoli tra laici e consacrati e al contempo sia stato un grande esercizio di responsabilità da parte di tutti nel cercare di rispondere alle domande che i contenuti affrontati ponevano”.

Non è stato peraltro affatto trascurabile il fatto che la preparazione della giornata sia stata particolarmente curata.

“Quello che mi è sembrato importante - evidenzia Marco - è che tutti i consiglieri siano stati contenti non solo per il lavoro svolto ma per il clima di fraternità che la giornata ha creato, a partire dal viaggio in auto a gruppetti al pranzo ma in generale a tutti i momenti e i tempi della sessione”.

Le sintesi dei lavori dei tre gruppi, raccolte al termine della giornata, saranno ora oggetto di valutazione da parte della giunta del consiglio e della diaconia per iniziare a delineare i punti cardine sui quali orientare il discernimento nelle successive sessioni del consiglio.

In perfetta assonanza con l’andamento di tutta la giornata, la conclusione con la preghiera conclusiva ‘Non siate pigri nello zelo’ preparata da don Cesare Corbetta e riferita ad un passo della lettera di Romani di san Paolo, ha dato la ‘cifra’ di un cambio di passo intervenuto non tanto nel percorso iniziato dal nuovo consiglio ma nel suo stesso ‘essere’ centro di missione, comunione e partecipazione, i tre obiettivi del sinodo della Chiesa universale conclusosi lo scorso ottobre ma che prosegue a livello nazionale e diocesano. La ‘sinodalità’ ha incominciato a mostrare il volto nuovo della Chiesa anche in Seregno.


L. L